La Rai, la Fiat e i rischi per la libertà d’informazione

Il tribunale civile di Torino ha condannato lunedì scorso la Rai e l’ex giornalista di Annozero Corrado Formigli a risarcire con sette milioni di euro Fiat Group Automobiles. La sentenza si riferisce a un servizio andato in onda su Annozero il 2 dicembre 2010 in cui era stata criticata un’autovettura prodotta dalla casa torinese, la Alfa Mito, in una maniera che il giudice Maura Sabbione ha definito “non veritiero e denigratorio”. Il magistrato non ha invece addossato alcuna responsabilità a Michele Santoro, presentatore della trasmissione.

Il danno patrimoniale è stato calcolato in un milione 750mila euro, quello non patrimoniale in cinque milioni e 250mila euro. Due milioni potranno essere riconosciuti alla Fiat attraverso la pubblicazione a spese dei condannati della sentenza, entro 15 giorni, sui quotidiani La Stampa, La Repubblica e Il Corriere della Sera, e, entro 45 giorni, sul periodico Quattroruote. Il giudice, infine, ha disposto la rimozione immediata del filmato dal sito di Annozero.

Il problema che si pone è il seguente: 7 milioni di risarcimento per un servizio televisivo – anche se fosse futile, contestatore, scorretto – sono un’esagerazione. E finiscono per diventare una sopraffazione. Se poi entriamo nel merito della sentenza allora ci potremmo chiedere come mai la perizia dal Tribunale sia stata assegnata ad un Collegio di esperti composto dal professor Francesco Profumo, dal professor Federico Cheli e dal professor Salvio Vicari. Come ci spiega Manuela Gabbiadini su un articolo del Corriere.it, infatti, “Profumo, oggi Ministro, al momento dell’assegnazione dell’incarico era rettore del Politecnico di Torino. La difesa di Formigli ha obiettato che il Politecnico di Torino viene finanziato dalla Fiat (nel 2011 Fiat e Politecnico di Torino hanno rinnovato fino al 2014 l’accordo di collaborazione che ha permesso, alla fine degli anni Novanta, di istituire il Corso di Laurea in Ingegneria dell’Autoveicolo). Dal curriculum del professor Cheli emerge che da anni egli è responsabile di una serie di contratti di ricerca tra il Politecnico di Milano e, tra le altre, le società Pirelli Pneumatici, Bridgestone, Centro Ricerche Fiat, Ferrari Auto, Fiat Auto. Salvio Vicari, docente alla Bocconi, è stato nel consiglio di amministrazione della Valdani-Vicari e associati. Dentro la Valdani-Vicari troviamo l’ex direttore generale di Teksid France ( gruppo siderurgico fondato da Fiat). Dalla Valdani Vicari invece proviene l’attuale tax senior specialist di Fiat Services. E’ possibile domandarsi se nella loro valutazione ci sia imparzialità?”.

Un altro aspetto da tenere presente è sicuramente la quantificazione del danno. Sempre riportando quanto scritto dalla Gabbiadini: “Per il Tribunale il servizio di Formigli ha compromesso la reputazione progettuale e commerciale dell’automobile in questione. Tradotto in euro: 1.750.000 danni patrimoniali, 3.250.000 per l’offesa arrecata a una società composta da un assai rilevante numero di persone. Pochi giorni fa, sempre a Torino, nella sentenza Eternit il tribunale condanna 2 dirigenti a 16 anni di reclusione per disastro doloso e omissioni di misure infortunistiche, e ai responsabili civili impone il risarcimento di 30.000 euro ad ogni famiglia che ha avuto un morto in casa per amianto. Il Tribunale civile di Milano, nel 2011, ha aggiornato le tabelle che fissano i danni per perdita parentale. La morte di un figlio, di un genitore, della moglie o di un marito viene liquidata con tetto massimo di 308.700 euro. Per la perdita di un fratello o di un nipote il tetto massimo è di 134.040. Ben altra cifra dovranno pagare la Rai e Formigli per aver accusato una vettura di essere meno veloce di un’altra. Un’informazione considerata incompleta. Va ricordato inoltre che Formigli aveva invitato, invano, i vertici al confronto”.

La sentenza del Tribunale di Torino costituisce dunque un ammonimento molto duro verso il diritto di critica (che in questo caso non è stato preso in considerazione), e che lascerà il segno, poiché difficilmente un editore si assumerà il rischio di sostenere simili cifre. Un bel gesto da parte dellla Fiat sarebbe senz’altro quello di accontentarsi d’aver vinto (in tribunale), avendo ribadito un principio, e rinunciare al risarcimento. Ne guadagnerebbe senz’altro d’immagine senza tirarsi addosso dubbi, seccature e avversione: in sostanza, pubblicità negativa. Come finirà questa storia? E quali contraccolpi potrà avere una conferma di tale sentenza per il diritto di critica? Non resta che attendere l’evolversi della situazione, nel frattempo potete dire la vostra opinione….

Un commento a La Rai, la Fiat e i rischi per la libertà d’informazione

  1. silvestlo scrive:

    Rispondo solo con un dato statistico.

    Secondo la classifica delle libertà di stampa 2011/2012 l’Italia è al 61° posto a livello mondiale.

    http://rsfitalia.files.wordpress.com/2012/01/rsf-3-classifica-libertc3a0-di-stampa-2011-2012-lista-paesi.pdf

    Preceduta da paesi quali: Samoa, USA, Malta, Guyana e Bosnia Erzegovina.
    Ho detto tutto.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.