Live on walk
26 maggio 2012 Lascia un commento
La crisi mondiale iniziata nel 2008 non ha avuto ripercussione solo dal punto di vista finanziario, ha provocato un effetto domino che ha portato a mutamenti profondi nella società. Gli stati sul corto periodo hanno reagito nel modo più semplice e diretto: l’aggiunta di nuove tasse e accise. L’aumento della pressione fiscale ha provocato una crisi dei consumi ed in particolar modo quelli legati al trasporto privato, l’auto in primis. Ne è testimone il continuo crollo delle vendite di auto e la ricerca di alternative più economiche di trasporto. Questo ha permesso di abbattere quel muro di pigrizia che da troppo tempo pervadeva la società. È stato l’inizio di una nuova rivoluzione verde.
Attualmente tutte le indagini di mercato sono testimoni di una decisa crescita del trasporto pubblico, storicamente deficitario e snobbato in Italia. Questo settore infatti è sempre stato succube dell’auto, il cui uso dal dopo guerra ad oggi è stato fortemente incentivato, tanto da diventare uno status symbol e di benessere. La crisi però ha reso i costi di gestione (bollo,assicurazione,ecc..) e uso (in particolare il caro carburanti) di un mezzo proprio poco sostenibili. Nonostante questo trend positivo le risorse per il trasporto pubblico vedono tagli, compensati con l’aumento del prezzo dei biglietti. Lo stato e le istituzioni dovrebbero invece dimostrare maggiore coraggio e investire in questo settore, cercando di cavalcare l’attuale onda e approfittandone per rinnovare mezzi e infrastrutture spesso datati, così da imporre un radicale cambiamento nelle abitudini di mobilità e attrarre un sempre maggiore numero di utenti nel prossimo futuro. Questo giustificherebbe anche l’aumento del costo dei biglietti, che spesso invece viene percepito solamente come vessatorio e dovuto alla incompetenza (o peggio ancora malafede) degli amministratori delle aziende pubbliche, ma sopratutto mai corrispondente a un miglioramento del servizio offerto.
NOTE
1. Mercato auto, ancora un crollo ad Aprile vendite giù del 18% ( La Repubblica)
2. Trasporto pubblico salvezza dell’ambiente (Corriere della Sera)

La Provincia di Rovigo può ben dirsi orgogliosa: ha ridato vita a un’area industriale abbandonata da otto anni trasformandola nel più grande impianto fotovoltaico europeo. Tra i comuni di San Bellino e Castelguglielmo è nata infatti una centrale elettrica solare che si estende su 850.000 metri quadrati e ha una potenza nominale di 80 MWatt (70 effettivi), in grado di fornire corrente a 17.150 case. Sebbene in Europa esistano impianti che forniscono una potenza maggiore, sono tutti costituiti da un insieme di impianti più piccoli: per esempio il Parco Soalre Finsterwalde tedesco, che arriva a 81 MWatt, è in realtà costituito da tre installazioni. Quella di Rovigo è invece l’installazione singola più grande mai realizzata in Europa, ed è anche stata realizzata in tempi brevi: l’approvazione finale del progetto è dello scorso marzo; i lavori sono stati completati il 30 ottobre (data in cui la centrale è diventata subito operativa) e l’inaugurazione ufficiale è avvenuta il 23 novembre. Il progetto è opera dell’ingegnere Maurizio Zamana, originario del luogo, mentre la realizzazione è stata affidata alla SunEdison.

Commenti recenti