Save the…

Anticipazione clamorosa della Fiorentina, dopo la rissa in campo di ieri sera.

Andrea Della Valle in diretta nazionale ha dichiarato che ci sarà un nuovo sponsor stampato sulla maglia ufficiale della stagione 2012/2013, sempre però di valenza umanitaria.

In esclusiva siamo riusciti ad avere una preview.

Immagine

Un sogno che diventa realtà: Munari è un giocatore della Viola!!!

Ecco le prime immagini di Munari con la maglia viola

Le telecronache di Pro Evolution Soccer sono anni che lo dicono: “E’ stata un’ottima prova quella di MUNARI!! Sì non ci sono dubbi che sia stato il migliore in campo!!” Queste telecronache riguardavano, però, soltanto la Jamaica allenata da Mister Lucioli prima dell’avventura col Ruzzolapaiolo. Ma finalmente, dalla prossima stagione, il nostro amato numero 11 giamaicano potrà esibirsi nella nostra Serie A e niente meno che nella sua squadra del cuore: la FIORENTINA!!! Lo comunica direttamente la società gigliata dal suo sito: “ L’ACF Fiorentina comunica di aver acquisito, a titolo definitivo, le prestazioni sportive del calciatore Simone “Mugna” Munari dall’U.S.Città di Kingston. Il giocatore ha firmato un contratto triennale“. Per la punta ex Jamaica, si erano fatte avanti anche Bologna e Novara, ma alla fine la squadra viola ha concluso l’affare per circa 1,2 centesimi di euro. Ovviamente, sono attese cifre esorbitanti alla prossima asta del fantacalcio per assicurarsi le prestazioni di questo incredibile giocatore. Chi la spunterà? Non resta che aspettare….

Il rosicone

Dopo tempo immemore ritorna un grande classico del blog, LE GUFATE!

I fatti si sono svolti più o meno come segue.
Ero su msn nonostante ci fosse la partita, troppo avilito di vedere la Fiorentina perdere in quel modo indegno e mi sono ritirato in camera sul 3a0. Forse ero io che portavo sfiga, chissà :-D Fatto sta che 2 minuti dopo che me ne sono andato dal salotto, 3a1! Bene dico, se non altro un minimo di speranza. Qualche minuto dopo, nuovo goal del fenomeno (che m’ha anche fatto perdere al fantacalcio!). Benissimo, il pareggio non era più una chimera. Mancavano pochissimi istanti alla fine della partita quando una presenza rosicona fa la sua apparizione sul web: GUIDO CIOLI! Che non esita a contattarmi per sfottere ovviamente. La discussione è stata più o meno la seguente:

Mazza: ahahahah Genoa-Fiorentina 3a2 ahahahahah
Silvestlo: si lo so, beh aspettiamo. almeno per la speranza, non è ancora finita
Mazza: bene come godo ahahahahah

Tempo 2 secondi, un’urlo inumano proveniente dal soggiorno squarcia il silenzio e la tranquillità di casa Mugnaini: ALEEEEEEEEEEEEE’
Genoa 3 – Fiorentina 3.

Silvestlo: bene sai, 3a3. tie
Mazza: Eh che vuoi che me ne freghi?

Che vuoi che me ne freghi? Ma se fino a due secondi prima eri pronto a sfottere e a gioiere, mentre se si vince o pareggia allora ti rifugi dietro un: CHE VUOI CHE ME NE FREGHI.
Mazza non ricordo, per quale coppa ti sei qualificato quest’anno scusa? Rosica rosica…

Manuela, un anno dopo…

Ecco l’articolo de La Nazione, riguardante il primo anniversario della scomparsa di Manuela Prandelli, riportato su fiorentina.it:

“L’ANELLO è un piccolo nascondiglio per restare con Manuela, solo lui e lei, ci si può abbracciare anche da lontano, vero Cesare? La fede al dito è il segno che la vita è cambiata, ma le cose importanti sono rimaste e gli altri devono saperlo. L’anello è il cerchio della fedeltà.
Domani è un anno e a lei non piacerebbe essere ricordata nel modo sbagliato: Manuela se n’è andata il 26 novembre a Orzinuovi, il 2 dicembre lo stadio di Firenze le ha dedicato un minuto di silenzio che è entrato nella storia del calcio, perché è stato davvero un minuto di silenzio, assoluto, totale, neanche una voce, un sospiro a graffiare quella potente assenza di rumore. Solo un lungo striscione in curva Fiesole prima di Fiorentina-Inter, parole rosse su sfondo bianco: «Il tempo che passa smorzerà il dolore, ma se hai bisogno di lei alza gli occhi al cielo». Un anno dopo la prima parte del messaggio è ancora un augurio, il dolore è tanto e mascherato con un pudore trasparente, un velo che non copre l’emozione dispersa in direzioni che gli altri non vedono. Gli occhi parlano e non sanno trattenere la verità. Sono stati mesi difficili, privati e non condivisi con estranei, mai una volta, perché a volte le parole non sanno fare il loro mestiere. Domani è un anno senza Manuela.


Si è laureato con il massimo dei voti, Niccolò Prandelli, questa mattina in Scienze Motorie presso l’Università di Firenze presentando una tesi dal titolo “La tessera del tifoso opportunità o vincolo? Il caso dell’ACF Fiorentina”. Da parte di tutta la società viola le più sentite congratulazioni per questo prestigioso traguardo raggiunto.

E STAMANI — se il tempo ha un orologio questa volta lo ha rimesso bene — Nicolò si laurea. Diventa dottore in Scienze Motorie con specializzazione in management dello sport, tesi discussa dalla dottoressa Elena Radicchi, correlatrice la professoressa Patrizia Zagnoli. Il primogenito di Prandelli, 25 anni, ha approfondito un tema attuale: «La tessera del tifoso, opportunità o vincolo? Il caso dell’ACF Fiorentina». Ottantaquattro pagine sulla criticità del calcio italiano, il calo della domanda negli stadi, i fattori di insuccesso, l’aumento dei prezzi dei biglietti, la violenza negli stadi, il cambio di programmazione dei calendari; e poi la possibile strada per superare l’indebolimento del sistema, una struttura ricca e demodé che viaggia verso il muro della disaffezione: prevenzione, educazione alla cultura sportiva, gli esempi seguiti all’estero, un occhio attento e critico su Liverpool, Manchester United, Bolton Wanderers Football club, uno studio sulle potenzialità della tessera del tifoso in un’ottica di marketing. Ottantaquattro pagine che si chiudono con i ringraziamenti ai docenti, ai club che hanno collaborato per distribuire i questionari, ma soprattutto a due persone: «Voglio ringraziare i miei genitori». Manuela c’è sempre.

«INSIEME a loro — scrive Nicolò — la mia sorellina Carolina per avermi assecondato e per volermi tanto bene. Ringrazio la mia fidanzata Veronica, sicuramente la persona più importante della mia vita insieme alla mia famiglia, che mi sopporta e mi sopporterà ancora per tanti e tanti anni».
Nicolò è come Cesare, ha il senso della continuità, dell’appartenenza, delle cose scelte per bene e da conservare, se uno è convinto valgono tutta la vita. Bisogna rispettarla da lontano questa famiglia che in dodici mesi ha saputo redistribuirsi i ruoli occupati dal punto di riferimento che non c’è più, un modo per diventare più forte riunendosi e separandosi dal resto. Carolina, ventidue anni, studia Lettere e viaggia a una media del trenta abbondante, fra poco sarà il suo turno per discutere la tesi, Manuela lo sa, e da qualche parte ci sarà anche lei. L’anello è un piccolo nascondiglio per Cesare e i suoi figli.

Angelo Giorgetti – La Nazione

ACF Fiorentina”

Ci sono volte in cui la grandezza di un’allenatore (e in questo caso anche della sua famiglia) non si misura dall’importanza della squadra che allena…

La casta

Ecco l’articolo apparso su fiorentina.it ieri:

07/10/2008 Consiglio comunale boccia mozione a favore della Fondazione Borgonovo

No del Consiglio Comunale di Firenze alla proposta bipartisan, portata avanti sia da esponenti del PDL che del PD, di donare il proprio gettone di presenza (circa 100 euro lordi, ndr) alla “Fondazione Stefano Borgonovo”. Questa è l’incredibile decisione presa nelle stanze di Palazzo Vecchio alla vigilia del grande evento benefino di domani sera e che sta già facendo molto discutere in città. Per l’ennesima volta la classe politica ha perso l’occasione di compiere un gesto “normale” ma dal grande significato umano.

Ore 16.20

Ecco il comunicato stampa diffuso sul sito del Comune di Firenze I gruppi di Forza Italia-Pdl e Alleanza Nazionale-Pdl hanno deciso di aderire alla campagna a favore della “Fondazione Borgonovo”, l’associazione che prende il nome dall’ex giocatore della Fiorentina e della nazionale colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica. «Bisogna accendere i riflettori – hanno sottolineato – su questa grave malattia, un flagello che ha bisogno degli sforzi di tutti per essere battuto»

Hanno bocciato la proposta: Alberto Formigli capogruppo PD, Anna Nocerini capogruppo PRC e Maria Rosa Di Giorio vicepresidente del condiglio comunale. Questa volta non spreco neanche le parole, la notizia si commenta da sola.

Intervista a Cesare Prandelli

Cesare Prandelli non ti basta mai. Ed ogni sua risposta ti fa venire voglia di un’altra domanda. Sono così rari i personaggi del calcio con cui parlare anche d’altro, a cui ti senti di dover chiedere altro, che una volta che ce li hai davanti, vorresti fermare l’orologio e ti piacerebbe che in una stanza quattro metri per quattro nella pancia dello stadio potessero entrare tutti i 40 mila che il Franchi può ospitare. Perché hai l’impressione nitida che ascoltare persone come Prandelli possa aiutare, inviti a riflettere, faccia sentir meglio: perché sanno far uscire parole serene, sagge, sincere. O, semplicemente, di buon senso. E quindi rarissime. Che il senso comune è diventato il meno comune dei sensi. E se, come canta Lucio Dalla, «la cosa eccezionale dammi retta è essere normale», allora Prandelli eccezionale lo è davvero. E con la sua piacevole normalità risponde senza mai nascondersi, a volte sorridendo, altre tornando serio, passando da un aneddoto a un’analisi, da un ricordo privato a un sogno per il futuro, seguendo sempre un percorso fatto di valori, equilibrio, umanità.
E così quando riguardi l’orologio e ti ritrovi a «stringere » e per dovere professionale torni a far rotolare domande solo sul pallone (anche se certe dichiarazioni sono musica per i tifosi…), ti sembra quasi uno spreco. Ma il tempo è tiranno, come le righe di queste pagine che non possono bastare a dire tutto. E nessuno lo sa quanto Cesare, che ha provato a un certo punto a dilatarlo il tempo, tentando disperatamente e inutilmente di fermare settimane che diventavano giorni, che si riducevano ad ore, che si asciugavano in minuti fino a sparire in istanti. Per lasciare solo il ricordo. Però se siamo davanti a lui con un taccuino in mano è perché guida una squadra diventata modello di comportamenti, in campo e fuori: la Fiorentina più bella, attrezzata, rispettata e affascinante dell’era Della Valle. E allora il nostro racconto non può che partire da qui.
Prandelli, che macchina è la Fiorentina?
«È una macchina che ha molti cavalli. Ora però bisogna metterla a punto e lanciarla in pista: ci sono tanti giocatori nuovi. Stiamo cercando velocemente quegli equilibri che ci hanno permesso in questi tre anni di produrre un buon calcio. Sono cambiati gli interpreti: abbiamo aumentato la qualità e la personalità, quindi è normale che si pretenda dalla squadra qualcosa in più».
La società ha speso tantissimo: contento della campagna acquisti?
«Sì, molto. La società ha speso tanto e ha speso bene acquistando giocatori giovani, di prospettiva, che seguivamo e volevamo fortemente. Ma ora dovremo metterli assieme: ci sono mentalità e culture diverse, non è così semplice. Però partiamo da una base solida, i “vecchi” hanno dato subito input importanti e i nuovi si stanno inserendo bene».
Manca ancora qualcosa? O qualcuno?
«No, ora non cerchiamo il pelo nell’uovo. Accontentiamoci, siamo soddisfatti».
Fino ad oggi si è sempre detto «Prandelli ha fatto il miracolo», ora si dice «deve sfruttare al massimo la rosa ampia». Una responsabilità nuova…
«Mi aspetta un’annata affascinante. Per la prima volta ho a disposizione davvero una rosa competitiva. Avere due giocatori per ruolo è fondamentale se vogliamo andare avanti in tutte e tre le competizioni. Non ci saranno giocatori scontenti: chi non giocherà la domenica lo farà magari il mercoledì. Dovremo essere intelligenti, il mio scopo è di coinvolgere tutti».
Lo scorso anno la contemporanea assenza di Montolivo, Mutu e Gamberini, avrebbe scavato fosse di depressione. Oggi i tifosi non si spaventano.
«Un bel passo in avanti. L’idea era proprio questa: mettere in competizione giocatori importanti, affinché anche i “big” fossero stimolati da un compagno che cerca di rubargli il posto. Ogni settimana ci sarà l’imbarazzo della scelta. Sono situazioni che ogni allenatore vorrebbe vivere».
Non metta le mani avanti, la Champions è a un passo.
«E invece io sono molto più preoccupato per la partita di ritorno con lo Slavia che per quella con la Juve. Tutti danno per scontato il passaggio del turno. Non è così, e se andiamo a Praga con quest’idea rischiamo una brutta sorpresa. Ricordiamoci l’Everton: in casa facemmo un’ottima partita, poi al ritorno soffrimmo le pene dell’inferno…».
Dopo lo Slavia arriva la Juventus: quanto è importante battere una diretta avversaria e far crescere subito nel gruppo la convinzione dei propri mezzi?
«Moltissimo. Se passiamo bene il preliminare sono convinto che faremo una grande partita contro la Juve, anche se si sono rinforzati e hanno una squadra solida. Questa è la partita dei tifosi, la partita dell’anno. Non vogliamo deluderli».
Il gap con le quattro grandi è stato colmato?
«L’ho già detto: Inter, Roma, Milan e Juve lotteranno per lo scudetto. Noi siamo a ridosso.
L’importante però era dare un segnale importante a tutti. E la società l’ha dato».
C’è qualcosa che invidia alle altre grandi?
«Posso invidiare solo l’esperienza dei club e dei giocatori a certi livelli, la personalità di chi ha già giocato tantissime partite sotto pressione. Noi siamo convinti di fare più che bene, ma avere una struttura e un ambiente preparato a certe competizioni è un vantaggio».
Teme la famosa difficoltà psicofisica a sostenere il doppio impegno Champions-campionato?
«Sì. Basta vedere gli almanacchi: se le nostre squadre da anni non centrano la doppietta (l’ultima fu il Milan di Capello nel 1994, ndr), un motivo ci sarà. Tutti gli allenatori che hanno avuto esperienze in Champions dicono che brucia davvero tante energie».
Un’altra abitudine «da grande» che forse ancora manca è vincere qualche scontro diretto in più: lo scorso anno il colpaccio riuscì solo con la Juve…
«Su questo sono meno d’accordo. Per quanto riguarda l’atteggiamento contro le grandi siamo migliorati molto e in questi tre anni abbiamo fatto ottime prestazioni. Se poi arriva la vittoria è chiaro che cresce l’autostima. Ma noi, posso prometterlo, andremo su tutti i campi in casa e fuori con la voglia di fare la partita e di vincerla. Su questo non ho il minimo dubbio».
Donadel ha detto: «Va bene il fair play ma chi viene qui deve aver paura. Fuori i muscoli ».
«Non è un problema di muscoli ma di mentalità, di attenzione, di saper essere una squadra equilibrata nelle due fasi di gioco (attacco e difesa, possesso e non possesso palla). Essere aggressivi non vuole dire avere muscoli, ma possedere i tempi di gioco, del pressing, dei tackles. Ho visto vincere contrasti da giocatori di 60 chili contro bestioni di 90. Tempi giusti e voglia della palla: quello fa la differenza, non i muscoli».
È innegabile però che le squadre che hanno vinto gli scudetti negli ultimi anni avevano anche giocatori prestanti che facevano sentire i loro chili e i loro centimetri sulla partita.
«Non lo nego. E da questo punto di vista non siamo messi male. Le squadre che hanno vinto hanno sempre miscelato il fisico con la tecnica, la tattica, la resistenza. Chili e centimetri sono importanti soprattutto sulle palle inattive. Lo scorso anno le abbiamo sfruttate poco. Avendo alzato un po’ la struttura della squadra, spero quest’anno vada meglio».
E Gilardino dovrebbe dare una bella mano. Sembra già tornato ai bei tempi: quale pozione ha usato?
«Nessuna. Quando un giocatore è in una grande squadra come il Milan e la lascia rinunciando al grande palcoscenico, all’immagine e soprattutto a un contratto importante, pur di rimettersi in discussione, quel giocatore di fatto è già recuperato. Alberto non poteva aver disimparato a giocare. Era solo un problema di motivazioni e voglia. La sua scelta, era già figlia della certezza di tornare quel giocatore sorridente, felice, entusiasta del proprio lavoro che avevo apprezzato a Parma. Io non ho dovuto davvero far nulla».
Cosa si prova ad essere considerato dai tifosi un garante non solo della squadra ma di un progetto e dei sogni di una città intera?
«Li ringrazio e starò ancora più attento ai miei comportamenti. È un’ulteriore responsabilità, ma non mi spaventa: continuerò a seguire semplicemente il mio buon senso. A volte ci vuole solo quello, non c’è bisogno di alchimie particolari».
A proposito di tifosi: 25.000 abbonamenti, «appena» 2.000 in più rispetto all’anno scorso. È la dimostrazione che diversi diritti tv e un nuovo stadio sono fondamentali per il futuro?
«Sì. I tifosi con la loro passione sono il nostro motore e sanno darci una spinta che nessun campione saprebbe regalarci. Ma i bilanci di un club sono un altro discorso. La società lo sa e sta valutando nuove alternative, come lo stadio».
Per costruirlo ci vorranno almeno 5 anni: Prandelli sarà ancora in viola quel giorno?
«Spero di sì. Voglio rimanere perché sono convinto che questa squadra sarà vincente nel tempo. Ed io voglio vincere con la Fiorentina».
Nel frattempo magari ci si può dotare di un centro sportivo.
«Preferirei non parlarne. Ci sono state tante polemiche negli ultimi anni. Sul problema dei “campini” mi tirano sempre in ballo, come se fosse un mio capriccio. Io penso che una società seria e importante come questa dovrebbe avere la propria casa, dove poter lavorare 24 ore su 24, ospitare le persone che vuole. E invece questa casa non l’abbiamo».
A cena per festeggiare un successo: pasteggia con «Il 10 di Adrian Mutu» o con il «Violone » di Della Valle?
«Li ho assaggiati e sono buoni entrambi. Ma mi salvo in corner: faccio scegliere mio cognato, è lui il sommelier della compagnia…».
È vero che ha messo sul piatto il suo futuro a Firenze per convincere Della Valle a tenere Mutu?
«Guardi è stata data fin troppa importanza alla mia posizione. La società conosceva il mio pensiero e non ho dovuto minacciare nessuno. Il club è stato bravo e deciso a far rispettare il contratto, rifiutando un’offerta importante».
Ha compiuto da poco 51 anni: il regalo più bello che ha ricevuto?
«La presenza dei miei ragazzi accanto a me, mia figlia era in vacanza e ha fatto di tutto per tornare e starmi vicino».
È stato il primo compleanno senza Manuela.
«Da quando non c’è più, ci sono state tante prime volte… È stata una di quelle».
È stata anche la prima estate…
«Finché c’è stato il campionato, ammortizzavo lavorando, restando di più sul campo. Poi si sono aperte giornate improvvisamente troppo lunghe… Prima facevamo vacanze stanziali con quella che io definisco la mia tribù, 15-20 persone. Stavolta sono stato un po’ zingaro, non sono riuscito a trovare il posto dove stare in pace. È stata un’estate frenetica, con pochi riferimenti».
Sua moglie è stata una fonte inesauribile d’amore: quello che le ha dato, ma anche quello che, a causa del vostro dramma, le hanno riversato tifosi e gente comune.
«L’amore della gente è stato spontaneo e straordinario. Sono geloso di questo amore. La perdita è stata devastante, ma auguro a tutti di sentire intorno a sé tanto affetto. Credo le persone abbiano visto in me e nella mia famiglia una realtà “normale”, persone, e non personaggi, che vivevano un grande dolore come tante altre».
Prandelli è oggi forse l’allenatore più stimato in Italia.
«Ammetto che fa piacere trovare tanti tifosi di altre squadre che mi fanno i complimenti».
Quelli dell’Inter la volevano in panchina. Poi è arrivato Mourinho. Che pensa di lui?
«Penso sia un innovatore. Siamo tutti curiosi di vederlo all’opera. Porterà delle novità dal punto di vista tattico, dell’immagine, del comportamento, della gestione.
Io non ho paura degli innovatori, piuttosto mi spaventato quelli che non vogliono aprirsi: ben venga Mourinho e chiunque possa aiutarci a crescere».
In cosa deve migliorare ancora Prandelli?
«In tante cose. Non mi sono mai posto obiettivi precisi a livello personale, ma ho sempre detto a me stesso e ai miei collaboratori che dobbiamo essere inattaccabili dal punto di vista professionale. Dobbiamo arrivare prima degli altri, impegnarci, prepararci e studiare più degli altri. Perché la voglia di vincere è tanta, e a me piacerebbe davvero cominciare a vincere qualcosa».
Lo disegnamo un tecnico ideale?
«È una domanda che ricorre spesso quando facciamo le riunioni con gli altri allenatori. Io dico che ognuno di noi deve portare avanti le proprie convinzioni e idee. Io posso essere ammirato, ammaliato, incuriosito dalla scelta di un altro allenatore ma non posso mettere un abito che non è mio. Devo vestire i miei panni con le mie qualità e miei difetti. Per essere credibile sempre, nel bene e nel male. Anche nei momenti di debolezza».
Non fa parte del «club degli infallibili».
«Ci mancherebbe. Io non nascondo le mie debolezze: nessuno è perfetto o sempre sicuro di tutto. Ci sono momenti di difficoltà e si possono tranquillamente ammettere anche davanti ai giocatori, perché no? Aprirsi alla lunga paga. Se capiscono che sei sincero, anche loro automaticamente si aprono, perché ti vedono come una persona, non uno che si crede un semidio. L’importante è che non manchi mai il rispetto».
E allora chi meglio di lei può dirci un pregio e un difetto di Prandelli?
«Un pregio è la ricerca sempre di qualcosa che possa appagare, calcisticamente di un gioco propositivo che diverta i tifosi. Il difetto è che sono un po’ troppo cocciuto e ostinato in questa ricerca. E a volte un po’ troppo permaloso..».
Un pregio e un difetto di Corvino e dei Della Valle?
«Abbiamo rapporti professionali stretti, ma non li conosco così bene nell’intimità da giudicarli. Posso dire che sono persone per bene: ed è già molto importante. Non sono arroganti e ti danno la possibilità di confrontarti ».
C’è un rimpianto nella sua carriera?
«Mi spiace non aver cominciato l’esperienza a Roma, ma non ho rimpianti. Rifarei mille volte quella scelta».
Però è rimasto grato alla società, andando anche al funerale di Sensi.
«Non ci ho pensato un secondo: ho cambiato gli orari di lavoro pur di essere presente. La famiglia Sensi in quel mese a Roma fu straordinaria con me. E anche dopo. Sono uno che non dimentica».
Rush finale. Il giocatore che l’ha stupita di più in queste settimane?
«Jovetic. Non ha solo tecnica ma anche grande capacità organica».
Quello con più margini di miglioramento?
«I giovani, ma non solo. Pensate a Jorgensen, con disponibilità e convinzione ha coperto tanti ruoli. Si può e si deve migliorare sempre» Quello che può essere la sorpresa della stagione?
«Tutta la Fiorentina».
Quello che fa gruppo?
«Ce ne sono diversi, ma Kuz è proprio simpatico, piacevole, tutti gli vogliono bene, ha una grande capacità aggregante».
Ha scelto il capitano?
«Il capitano è Dainelli. Quando non giocherà lui farò delle scelte».
Che cosa la sua Fiorentina non farà mai?
«Spero non abbia mai comportamenti antisportivi».
Sempre convinto che ci vorrebbe un anno di silenzio sulle decisioni arbitrali?
«Sì, sempre di più. Daremmo loro la possibilità di lavorare senza pressioni. Spero che gli arbitri si facciano rispettare di più, da tutti. Senza eccezioni. La prima regola è il rispetto, la seconda è il buon senso. Se i segnali sono forti, i giocatori imparano a comportarsi in fretta».
Sta vedendo le Olimpiadi?
«Sì, i record di Bolt mi hanno emozionato. Ma è bello gustarsi tutte le gare: ci sono sport che trovano la luce ogni quattro anni e invece meriterebbero più spazio, perché praticati da professionisti straordinari. Non avendo grandi ritorni economici, il loro è il vero spirito sportivo: superare i propri limiti, realizzare col sacrificio nuove imprese».
Chiuda gli occhi… Se la immagina una festa scudetto a Firenze?
«Meglio viverla che immaginarla. È il sogno di tutti, anche il mio. E punto a realizzarlo».

di ANDREA DI CARO
FONTE IL CORRIERE FIORENTINO

Calcio d’estate? Siamo tutti campioni!

Pandev (Lazio): “Noi allo stesso livello di Palermo e Fiorentina”

28/07/2008

Lazio allo stesso livello della Fiorentina. Questo, in sintesi, il giudizio sul rapporto di forza fra le varie formazioni della Serie A espresso dall’attaccante biancoceleste Goran Pandev a Radio Radio TV. “Possiamo tranquillamente arrivare in zona Uefa – afferma il talentuoso giocatore macedone – Palermo e Fiorentina non sono certo meglio di noi”.

Si, c’hai ragione come societ…ehm no, c’è Lotito come presidente che vuoi sperare di cavarne. Però dai come squadr…ehm, no le nostre riserve e darebbero via ai vostri titolari. Insomma la conclusione è che era meglio se stavi zitto!

Per tutti quelli che…

Eccomi! Dopo tanto peregrinare LoL Con il fatto che mi si è rotto il pc non sono più stato dietro al blog. Comunque entro settimana prossima al massimo dovrei avere sotto mano il nuovo pc, speriamo.

Rietro alla grande, con un bel post di “ti ci hanno mai mandato…”:

- Per tutti quelli che fissi un’appuntamento e fai le corse per arrivare puntuale e 2 minuti prima dell’orario prefissato ti mandano un messaggio con scritto:”non te lo hanno detto che non veniamo?”.

- Per tutte quelle che ti vengono dietro, ti lasciano il numero, vediamoci vediamoci e poi spariscono dopo 3 giorni (maledetta liguria).

- Per tutte quelle che fanno le rizzacazzi per telefono 1 anno e mezzo e non hanno nemmeno il coraggio di dirti il loro vero nome di battesimo. (Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale).

- Per tutte quelle che sanno benissimo che ti piacciono e iniziano a farsi sentire solo quando hai smesso di provarci, con messaggini del tipi:”che fine hai fatto?”. Se vi piace essere baccagliate a fondo perduto, cercatevene un’altro.

- Per tutti quelli che fissano per i cavoli loro e poi ti avvisano 20 minuti prima (per l’ultima volta lo preciso, io abito a SCANDICCI, minimo 30 minuti di macchina da Empoli, forse ora sarà chiaro).

- Per tutti quelli che ti offrono un lavoro, ti fanno un contratto di 4 anni di apprendistato, i colleghi son tutti gentili e premurosi, ti fanno tanti sorrisi e dopo 1 mese e mezzo ti vedi dire dal capo:”Mio malgrado mi vedo costretto a licenziarti, i colleghi pensano che non sia il lavoro che fa per te”.

- Per tutti quelli che pensano che ora arrivi l’estate e bisogna sdarsela: ciucche, baccaglio a raffica, ecc… Punto 1. non mi piace bere troppo perchè la raccata subito. Punto 2. ne ho le palle piene e preferisco stare per conto mio.

- Per tutti quelle che si fanno sbattere la sera stessa in cui conoscono un ragazzo (sorvolando anche su altri fatti incresciosi) e poi il giorno dopo hanno il coraggio di venirti a dire:”perchè io sono una brava ragazza”. Seee e io allora sono un’uomo raffinato, vaia vaia vaia.

- Per tutti quelli che in questo periodo dalle 20.45 circa alle 21.15,dal lunedì al venerdì non sono incollati a guardare canale 5 (chi ha capito di cosa parlo probabilmente non è fra questi).

- Per tutti quelli che erano i più grandi e ora non li riconosco più.

- Per tutti quelli che non hanno perso almeno una volta al PES contro la Jamaica di Ale (super bombata!).

- Per tutti quelli che ti dicono:”si stasera ci sono”, e poi scopri per vie traverse che se ne è scappato all’Elba in esilio volontario manco il peggior Napoleone Bonaparte e ha pure il coraggio di dirti:”Dai venite tutti qua!”

- Per tutti quelli che perdono ai rigori, in casa, la partita di ritorno della semifinale di coppa Uefa con i Rangers di Glasgow (uno squadrone è, accidenta a chi non mette le due punte!).

- Per tutti quelli che un giorno giurano di chiudere in magli viola e il giorno dopo andrebbero al miglior offerente, MERCENARIO!

- Per tutti quelli che speculano sul prezzo del petrolio.

- Per tutti quelli che vanno all’università solo per scaldare il banco e dopo milleni di frequentazione dei corsi sono ancora a dare gli esami del primo anno. Abbiate un minimo di dignità e non buttate via i soldi dei vostri genitori, SMETTETE!

- A tutti i figli di papà che come prima macchina si “fanno” comprare macchine da 20-25 anche 30.000 euri.

- A tutti i figli di papà del cazzo che vanno nei locali della Versilia, vestiti firmati e con il Cayenne Turbo parcheggiato fuori.

- Al babbo della cugina di Guido, che non ha accettato i 30 cammelli.

- Ai film sui personaggi della Marvel, un se ne pole più. Fra un pò faranno pure quello su Topo Gigio!

E infine a me stesso, per come sono e perchè sono così pollo da credere ancora nel prossimo.

A tutti questi e non solo: VAFFANCULO!!! Ora si che mi sento bene -.-

Arrivederci e grazie Adrian

Sulla permanenza a Firenze di Adrian Mutu la parola definitiva la metterà la famiglia Della Valle che dovrà decidere se accettare o meno la richiesta fatta da Alessandro Moggi: Mutu per restare vuole circa 4 milioni di euro all’anno. Pantaleo Corvino ci è rimasto male: lo strappo di Mutu, dovuto anche (se non del tutto) alla multa di 12 milioni inflittagli dalla Fifa (appellabile in due gradi di giudizio), non se lo aspettava. E, nelle dichiarazioni del rumeno, non c’era mai stato un accenno alla possibilità di lasciare Firenze e Cesare Prandelli, che nemmeno 6 mesi fa aveva definito “un amico, un padre, un fratello”. Ecco alcune delle dichiarazioni rilasciate da Mutu dall’inizio della stagione ad oggi: altre sicuramente ci saranno scappate, ma quelle riportate bastano e avanzano. Come cambiano le cose…

26/07/2007 – Intervista a La Gazzetta dello Sport.

Da dove nasce l’amore per Firenze?

Dall’affetto dei tifosi per la squadra. Particolare, per certi aspetti unico. A Firenze si vive di calcio. Neppure a casa mia, in Romania, sentivo un affetto così grande”

L’offerta rifiutata del Barça?

Io in verità non l’ho mai saputo, d’altra parte il mio procuratore sapeva benissimo qual era il mio desiderio: solo Firenze e a qualsiasi costo. I soldi, vi ho già detto, non sono decisivi.

5/09/2007 – Intervista a Stadio.

“Io sono stato un giocatore fortunato: da ragazzino sono andato all’Inter e ho guadagnato tanti soldi. Ora per me ci sono cose molto più importanti del denaro”

26/11/2007 – Alla presentazione dei dvd sulla storia della Fiorentina.

“Essere nella storia della Fiorentina per me è un onore, far parte della storia della squadra è una grande soddisfazione, sono cose che valgono più dei soldi… Spero di vincere tanto con questa maglia gloriosa”.

18/12/2007 – In conferenza stampa.

“Senza diritti tv io e Frey lontano da Firenze? Abbiamo un contratto e un legame affettivo con questa città e questa maglia. La società penserà ai diritti tv non noi. Se la società ci tratta come sta facendo adesso non vedo perché dovrei andarmene”.

12/01/2008 – In conferenza stampa.

“Ho detto che i soli giovani non bastano per vincere, ma ho fiducia nella società ed il progetto Della Valle si basa sui fatti e non sulle parole. Noi però abbiamo bisogno di un po’ di tregua: vanno bene le voci di mercato ma non mi piace quando si dice che io e Frey non siamo soddisfatti, che siamo scontenti e che vogliamo andare via: c’è qualcuno che vuole creare problemi tra noi e la Fiorentina”.

13/01/2008 – Dopo Parma-Fiorentina.

“Il mio futuro? Fa piacere essere cercato, ma resto a Firenze”.

23/01/2008 – Al sto della Fifa.

“Dopo un momento difficile nella mia vita di uomo e della mia carriera sportiva ho trovato la serenità che cercavo a Firenze: non è in questione una mia partenza da qui. Intendo rispettare la decisione che ho preso in un momento delicato della mia vita. Voglio vincere con Prandelli ed i miei compagni: sono persone che non si possono comprare…come me!”.

31/03/2008 - Intervista a Stadio.

“Voglio restare almeno 3, quelli del contratto con la Fiorentina”

13/04/2008 – Dopo Inter-Fiorentina.

“Se resto a Firenze? Sì, qui sto bene e l’anno prossimo gioco a Firenze”

30/04/2008 – Prima della semifinale di ritorno contro i Rangers.

“La nazionale è la maglia a cui tengo di più, con la Fiorentina però la sento di più: ho gioito e pianto con questa maglia, mi sento il personaggio principale.Arrivare a giocare la finale sarebbe…tanta roba!”

04/05/2008 – Dopo Cagliari-Fiorentina.

“Finisse così (Milan in Champions ndr)? Sarebbe una stagione sempre straordinaria, abbiamo fatto molto bene. Ci riproveremo l’anno prossimo”

23/05/2008 – Parole rilasciate a Kicker, periodico tedesco.

“Io allo Schalke? Non so niente. Se fosse stata la Fiorentina ad offrirmi sarei dispiaciuto, ma non credo sia così. Lo Schalke è un club prestigioso, ma io voglio restare a Firenze”.

26/05/2008 – Intervista a La Gazzetta dello Sport.

Il mercato ha sfiorato anche il suo nome: Mutu resta, giusto?

«Resto sì: ho scelto Firenze e ho un contratto fino al 2011».

Oggi come oggi si vede viola a vita?

«Non so se a fine carriera tornerò a giocare un anno in Romania, ma ora non riesco proprio a pensarmi e vedermi lontano da Firenze».

2/06/2008 – Intervista a La Gazzetta dello Sport.

“La società sta facendo il suo lavoro, prima di dare un giudizio aspettiamo che questo lavoro sia finito, però mi sembra la strada giusta… Gilardino è un ottimo acquisto, ha sempre segnato tanto e può fare tanti gol anche con la maglia della Fiorentina… Anche quest´anno vogliamo toglierci delle soddisfazioni, vogliamo migliorare ancora… Il nostro obiettivo è arrivare tra le prime quattro, magari evitando di giocarci la Champions all´ultima giornata. Dobbiamo avere obiettivi ambiziosi e fare di tutto per centrarli, i conti si fanno sempre alla fine… Frey? E’ un grande portiere e abbiamo bisogno di lui. E che a Firenze ci possiamo divertire, anche se questo lo sa già. Il suo futuro, però, sta a lui deciderlo”.

03/06/2008 – Intervista a La Gazzetta dello Sport.

Andrà via anche lei?

«Che domanda è? Sono qui per giocare l’Europeo con la mia nazionale e non ho nessuna intenzione di pensare ad altro».

Insistiamo. Ci sarebbe un’offerta dello Schalke 04, importante per la Fiorentina e per lei. Di questo qualcosa penserà.

«Di questa trattativa non so nulla, direttamente. Io penso di voler restare alla Fiorentina e spero che la Fiorentina voglia la stessa cosa. In questo momento voglio far bene agli Europei, poi tornerò a casa a riabbracciare la mia famiglia. Maya Vega è appena nata, mi manca già. Magari le manco anche io».

07/06/2008 – Dal ritiro della nazionale dopo la richiesta di aumento dell’ingaggio.

“I soldi per me non sono mai stati un problema e tutti conoscono il mio amore per Firenze, il fatto è che la situazione è più difficile di quanto possa sembrare (riferimento alla multa di 12 milioni ndr)”.

Conclusioni

Certo che per uno che aveva detto che i soldi non sono tutto nella vita, che considerava come un padre l’allenatore e che voleva finire la carriera a Firenze è un bel modo di comportarsi. Io sono dell’idea che se non avesse sulla testa quella multa da 12 milioni di euro sarebbe davvero rimasto, ma con un macigno del genere è logico che uno punti a fare più cassa possibile. Il nostro amico Adrian si è scordato una cosa però, la colpa di quella multa non è tanto meno della Fiorentina e ne di Firenze e dei fiorentini, è solo sua. Un’altro giocatore dai mezzi praticamente infiniti, un campione assoluto, che se solo avesse avuto una testa degna dei piedi avrebbe potuto essere, senza esagerare, uno dei più grandi. Purtroppo di giocatori così ce ne sono anche troppi in giro (vedi Bojinov). Se la nostra società deve pagare per i tuoi errori allora meglio che vai via, perchè così facendo dimostri con i fatti di non essere l’uomo che dicevi a parole. Perchè la maglia resta, ma i giocatori passano, e il nome che è scritto davanti sarà sempre più importante di quello dietro. Però per favore fai una cosa la prossima volta, invece di zittire noi, chetati tu la prossima volta. Arrivederci e grazie Adrian.

Zitto Mutu

Barzagli tifoso viola? ahahahah

23/05/2008

In attesa degli sviluppi più importanti sull’affare Gilardino, la trattativa più calda è sicuramente quella legata la nome di Andrea Barzagli. L’accordo tra Fiorentina e Palermo esiste già, mentre quello fra il giocatore e la società gigliata è ancora in fase di elaborazione. Claudio Orlandini, procuratore del difensore, commenta così lo stato attuale della trattativa: “Ancora c’è distanza fra domanda e offerta – spiega l’agente a fiorentina.it – La società viola ha fatto un passo avanti nella nostra direzione ma non basta. Con Pantaleo Corvino ci risentiremo nei prossimi giorni”.

Allo stato delle cose, quindi, con la contemporanea partenza di Corvino per Lecce, la trattativa è da considerarsi in stand-by. Possibile che le due parti tornino a parlarsi nei primi giorni della prossima settimana.

25/05/2008

Tra martedì e mercoledì potrebbe definitivamente sbloccarsi l’operazione che potrebbe portare Barzagli alla Fiorentina. Il giocatore, che è in ritiro con la nazionale a Coverciano, aspetta un segnale da parte della società viola. C’è ancora distanza sull’ingaggio, ma un piccolo passo in avanti della Fiorentina potrebbe chiudere la cosa e far diventare il giocatore viola. L’accordo, magari, sarà trovato con i premi o con bonus da inserire nel contratto. D’altronde, la Fiorentina, ha già l’accordo con il Palermo dallo scorso gennaio. Non rimane che aspettare. Barzagli vuole la Fiorentina, i viola vogliono Barzagli. Ecco perchè, nonostante la frenata degli ultimi giorni, rimangono sensazioni positive.

26/05/2008

Secondo quanto riportato poco fa dal sito di Mediaset (sportmediaset.it), Andrea Barzagli avrebbe beffato la Fiorentina e firmato per il Wolfsburg un contratto da 3 milioni all’anno.

La smentita è però arrivata dallo staff del difensore, che aspetta una telefonata da Pantaleo Corvino; intanto, viene smentito anche il possibile incontro tra Barzagli e Corvino.

Claudio Orlandini, procuratore di Andrea Barzagli, a Tuttosport: “L’offerta della Fiorentina non ci accontenta, anzia: siamo piuttosto delusi di come stanno andando le cose. Il ragazzo aveva mostrato da subito la volontà e la disponibilità di andare a Firenze tanto che, considerando anche la differenza non enorme fra richiesta e offerta, speravamo di chiudere l’affare al primo incontro. Invece le cose stanno andando troppo per le lunghe, siamo rimasti male. Ora non resta che aspettare una nuova chiamata, di sicuro questa sarà la settimana decisiva”.

27/05/2008

Per Barzagli, che è già in ritiro con la Nazionale, invece, ci sono dei problemi.
«Sono pessimista. Comunque negli ultimi tre anni la nostra difesa è sempre stata tra le meno battute del campionato. Possiamo vivere anche senza Barzagli».

28/05/2008

Andrea Barzagli dal raduno di Coverciano ha rilasciato due battute sul suo futuro: “Vado in Germani al Wolfsburg, sono soddisfatto della scelta. Della vicenda con la Fiorentina ne riparleremo più avanti con calma”

Claudio Orlandini, procuratore di Andrea Barzagli: “Solo un fiorentino come Andrea, legatissimo alla sua città, poteva decidere di rinunciare a metà di quanto gli veniva offerto dal Wolsfburg pur di vestire la maglia viola dice a Stadio – Aveva mandato un messaggio chiarissimo, però la Fiorentina ha deciso di non raccoglierlo. Io rispetto ovviamente il punto di vista della società viola e le auguro le migliori cose”.

Parole dell’agente anche su il Corriere Fiorentino: “Fra la nostra richiesta e la proposta della Fiorentina la differenza era minima: 150mila euro appena. Pur di giocare nella Fiorentina, Andrea avrebbe rinunciato a molti soldi”.

Mencucci: “Barzagli? Ha fatto una scelta che può avere una sua logica. Naturalmente ci sono delle situazioni dove davanti ad offerte importanti si può mettere in secondo piano l’attaccamento ad una maglia. L’ipocrisia non mi piace, è una brutta malattia. Se c’è una società che intende investire cifre così alte, da far vacillare anche l’attaccamento ad una città dove uno è nato, non si può fare diversamente. Non parlo di cifre, non dico per quanto è saltata la cosa, la Fiorentina aveva fatto una sua offerta che in un primo momento era stata accettata e poi si è cambiato idea, sicuramente perché è arrivata una offerta superiore. “

Conclusioni

C’è gente, che anche se è di Biella e non è sicuramente tifoso viola, ha rinunciato a metà dell’ingaggio che un’altra squadra gli avrebbe potuto elargire pur di venire a giocare a Firenze. Trovo assurdo che invece ci sia chi fiorentino e si dichiari tifoso della Fiorentina (lui e il suo agente), e per via di 150 mila euro (che comunque sono una valanga di soldi), decida di andare a giocare in Germania per il doppio di quello che avrebbe percepito qui e si metta pure a fare la vittima! Povero piccolo, prenderai solo 3 milioni di euro all’anno, è vero Firenze non ti ha voluto, ma per piacere! C’è gente che sostiene questa squadra che sarebbe orgogliosa di poter vestire quella maglia non dico gratis, anche pagando di tasca propria! Quindi caro mio Andrea Barzagli, fai na cosa, fa festa vai che è meglio, perchè chi stringe la mano al mio DS per chiudere l’accordo e poi si tira indietro perchè ha ricevuto una offerta molto più alta non è un’uomo, è un quaquaraquà. E qui a Firenze devono venire a giocare solo uomini degni di tale nome. E tanti auguri per la lotta per non retrocedere per il prossimo anno, seguiro il campionato del Wolfsburg con particolare interesse.

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