15 dicembre 2009
di silvestlo
Fonte: italiadallestero.info
Dopo diverse false partenze, il 2010 potrebbe essere finalmente l’anno per la diffusione dei contatori intelligenti su scala globale. La tecnologia, che permette alle aziende fornitrici di energia elettrica e ai loro clienti di monitorare più da vicino i consumi energetici, ha molti sostenitori.
Il governo americano ha stanziato 4,5 miliardi di dollari per finanziare la diffusione di contatori intelligenti nel paese. I politici dell’Unione Europea stanno esercitando forte pressioni per collegare l’80% delle strutture edilizie private e aziendali a contatori intelligenti entro il 2020. Anche giganti emergenti come India e Cina puntano ad installare la tecnologia nei nuovi edifici.
Ma con miliardi di dollari sul piatto, i legislatori non vogliono commettere costosi errori. Quindi molti stanno seguendo con attenzione la notevole esperienza dell’Italia, che in meno di un decennio è diventata sorprendentemente il leader mondiale nello sviluppo di reti di distribuzione elettrica intelligenti.
Quasi l’85% delle case italiane sono oggi equipaggiate con contatori intelligenti – si tratta della più alta percentuale al mondo e di un numero superiore di apparecchi rispetto a quelli installati in tutti gli USA. Di conseguenza, fornitori come la PG&E di San Francisco e l’FPL Group della Florida sono ansiosi di comprendere come Enel sia riuscita a realizzare la sua rivoluzione dei contatori intelligenti.
Nel 2001, Enel – fornitore dominante in Italia – avviò un programma quinquiennale per installare contatori intelligenti per la sua base di 40 milioni di clienti privati e aziendali. “Volevamo migliorare l’efficienza, avere margini più alti e aiutare i clienti a ridurre i costi delle utenze” ricorda Livio Gallo, direttore Enel per reti e infrastrutture, che supervisionò lo sviluppo dei contatori intelligenti. Un’altra motivazione, secondo esperti esterni, fu rappresentata dal fenomeno dilagante dei furti di energia e altre forme di frodi.
Prezzi determinati da fasce orarie
Nel 2006 Enel aveva investito 3 miliardi di dollari nell’iniziativa, che includeva contatori disegnati autonomamente, basati su una tecnologia sviluppata da Echelon, azienda di San José (California) che permette di inviare automaticamente letture sull’utenza all’ufficio centrale e di mostrare il prezzo attuale ai clienti in base all’ora del giorno.
Il fornitore italiano può così oggi raccogliere dati sui clienti e governare la rete energetica in remoto, invece di inviare all’esterno costosi tecnici. E dati più precisi sulle abitudini di consumo elettrico dei clienti permette all’Enel di gestire le proprie centrali in maniera più efficiente. Nel complesso, Enel annota un risparmio annuale in costi di gestione, derivante dall’utilizzo delle nuove tecnologie, pari a 750 milioni di dollari – una cifra che ha permesso di rientrare degli investimenti infrastrutturali in solo 4 anni.
Nel frattempo, l’introduzione dei contatori intelligenti ha dato ai clienti Enel un maggiore controllo sulle bollette energetiche. Tipicamente, il contatore è installato in un posto comodo all’interno dell’abitazione – una credenza in cucina, o in lavanderia. Quando i prezzi dell’elettricità sono più alti, ad esempio la sera o durante le fredde notti invernali, il contatore intelligente informa gli inquilini dei costi più alti, permettendo loro di modificare le abitudini (ad esempio posticipare un carico di lavatrice fino al mattino successivo) per evitare addebiti salati.
Gli analisti stimano che i clienti Enel più attenti siano stati in grado di tagliare le proprie bollette fino al 50% mantenendo una soglia elevata di attenzione sui prezzi e sull’utilizzo dell’energia. “I contatori intelligenti danno ai clienti un controllo maggiore su quanto vogliono spendere” afferma Michael Pollitt, assistant director dell’Electricity Policy Research Group presso la Judge Business School della University of Cambridge.
I benefici doppi per fornitori e consumatori spiegano il motivo per cui la politica abbia mostrato entusiasmo per la tecnologia. Secondo ABI Research, la base mondiale installata di contatori intelligenti triplicherà dal 2008 al 2014, arrivano a 180 milioni di unità.
L’Unione Europa, con la sua popolazione di 500 milioni di abitanti e installazione prevista obbligatoria entro il 2020, rappresenta il 64% della stima, ovvero 115 milioni di contatori. L’America del Nord è seconda con 45 milioni di unità, con Estremo Oriente e America Latina rispettivamente al terzo e quarto posto. Tra i produttori dominanti di contatori intelligenti figurano oggi compagnie statunitensi come General Electric, Itron e Sensus Metering Systems, assieme alla lussemburghese Elster e alla svizzera Landis+Gyr.
Installazione a centrifuga
Con tanti contatori intelligenti da installare in un prossimo futuro, Gallo dell’Enel immagina che altri fornitori possano imparare molto dall’esperimento italiano. Prima cosa, raccomanda che le aziende diffondano la tecnologia più velocemente possibile.
Invece di puntare a installazioni graduali, un programma a centrifuga, spesso in soli tre-quattro anni, aiuta ad ottenere un rientro dagli investimenti più veloce. Un approccio di questo tipo può richiedere investimenti iniziali più cospicui, ma garantisce ai fornitori accesso rapido ai dati sui clienti e un maggiore controllo sulla propria rete energetica, che può portare a risparmi sui costi accessori. “Sul lungo termine, è più efficiente che installare i contatori intelligenti in più di un decennio” afferma Gallo.
L’altra lezione derivante dalla diffusione dei contatori da parte di Enel è più basica: focalizzarsi sulla clientela. Quando l’azienda iniziò ad installare la tecnologia, ricorda Gallo, il management ha investito tempo educando il pubblico sui suoi benefici. Questo significò coinvolgere i consigli comunali e discutere con le associazioni di consumatori, che avevano manifestato preoccupazione per la gestione dei dati relativi alle abitudini individuali di consumo energetico. Dissipando i dubbi del pubblico, Enel fu in grado di spiegare che le bollette di molti clienti si sarebbero ridotte proprio grazie ai contatori intelligenti – aiutando a far crescere la loro fedeltà.
Eppure, nonostante i risparmi sui costi, le associazioni di consumatori affermano che non tutti trarranno benefici dai contatori intelligenti. I gruppi più vulnerabili, in particolare i meno abbienti e gli anziani, potrebbero addirittura diventare vittime dei picchi di prezzo. E timori sull’utilizzo dei dati sensibili raccolti attraverso i contatori intelligenti che i fornitori potrebbero attuare senza il permesso dei clienti ancora frenano molte potenziali applicazioni.
Ciononostante, la positive esperienza dell’Enel mostra i benefici che la tecnologia è in grado di offrire, sia per le aziende che per i loro clienti. Afferma Rick Hanks, leader della divisione di Accenture che si occupa del progetto “contatori intelligenti” per Gran Bretagna e Irlanda: “I contatori intelligenti costituiscono una componente di vitale importanza, in una congiuntura nella quale tutti ambiscono ad una maggiore efficienza energetica”.
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