Manuela, un anno dopo…
26 novembre 2008 2 commenti
Ecco l’articolo de La Nazione, riguardante il primo anniversario della scomparsa di Manuela Prandelli, riportato su fiorentina.it:
“L’ANELLO è un piccolo nascondiglio per restare con Manuela, solo lui e lei, ci si può abbracciare anche da lontano, vero Cesare? La fede al dito è il segno che la vita è cambiata, ma le cose importanti sono rimaste e gli altri devono saperlo. L’anello è il cerchio della fedeltà.
Domani è un anno e a lei non piacerebbe essere ricordata nel modo sbagliato: Manuela se n’è andata il 26 novembre a Orzinuovi, il 2 dicembre lo stadio di Firenze le ha dedicato un minuto di silenzio che è entrato nella storia del calcio, perché è stato davvero un minuto di silenzio, assoluto, totale, neanche una voce, un sospiro a graffiare quella potente assenza di rumore. Solo un lungo striscione in curva Fiesole prima di Fiorentina-Inter, parole rosse su sfondo bianco: «Il tempo che passa smorzerà il dolore, ma se hai bisogno di lei alza gli occhi al cielo». Un anno dopo la prima parte del messaggio è ancora un augurio, il dolore è tanto e mascherato con un pudore trasparente, un velo che non copre l’emozione dispersa in direzioni che gli altri non vedono. Gli occhi parlano e non sanno trattenere la verità. Sono stati mesi difficili, privati e non condivisi con estranei, mai una volta, perché a volte le parole non sanno fare il loro mestiere. Domani è un anno senza Manuela.
Si è laureato con il massimo dei voti, Niccolò Prandelli, questa mattina in Scienze Motorie presso l’Università di Firenze presentando una tesi dal titolo “La tessera del tifoso opportunità o vincolo? Il caso dell’ACF Fiorentina”. Da parte di tutta la società viola le più sentite congratulazioni per questo prestigioso traguardo raggiunto.
E STAMANI — se il tempo ha un orologio questa volta lo ha rimesso bene — Nicolò si laurea. Diventa dottore in Scienze Motorie con specializzazione in management dello sport, tesi discussa dalla dottoressa Elena Radicchi, correlatrice la professoressa Patrizia Zagnoli. Il primogenito di Prandelli, 25 anni, ha approfondito un tema attuale: «La tessera del tifoso, opportunità o vincolo? Il caso dell’ACF Fiorentina». Ottantaquattro pagine sulla criticità del calcio italiano, il calo della domanda negli stadi, i fattori di insuccesso, l’aumento dei prezzi dei biglietti, la violenza negli stadi, il cambio di programmazione dei calendari; e poi la possibile strada per superare l’indebolimento del sistema, una struttura ricca e demodé che viaggia verso il muro della disaffezione: prevenzione, educazione alla cultura sportiva, gli esempi seguiti all’estero, un occhio attento e critico su Liverpool, Manchester United, Bolton Wanderers Football club, uno studio sulle potenzialità della tessera del tifoso in un’ottica di marketing. Ottantaquattro pagine che si chiudono con i ringraziamenti ai docenti, ai club che hanno collaborato per distribuire i questionari, ma soprattutto a due persone: «Voglio ringraziare i miei genitori». Manuela c’è sempre.
«INSIEME a loro — scrive Nicolò — la mia sorellina Carolina per avermi assecondato e per volermi tanto bene. Ringrazio la mia fidanzata Veronica, sicuramente la persona più importante della mia vita insieme alla mia famiglia, che mi sopporta e mi sopporterà ancora per tanti e tanti anni».
Nicolò è come Cesare, ha il senso della continuità, dell’appartenenza, delle cose scelte per bene e da conservare, se uno è convinto valgono tutta la vita. Bisogna rispettarla da lontano questa famiglia che in dodici mesi ha saputo redistribuirsi i ruoli occupati dal punto di riferimento che non c’è più, un modo per diventare più forte riunendosi e separandosi dal resto. Carolina, ventidue anni, studia Lettere e viaggia a una media del trenta abbondante, fra poco sarà il suo turno per discutere la tesi, Manuela lo sa, e da qualche parte ci sarà anche lei. L’anello è un piccolo nascondiglio per Cesare e i suoi figli.
Angelo Giorgetti – La Nazione
ACF Fiorentina”
Ci sono volte in cui la grandezza di un’allenatore (e in questo caso anche della sua famiglia) non si misura dall’importanza della squadra che allena…
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