Amministrare GNU/Linux di Simone Piccardi

Fonte: http://www.ossblog.it

E’ stata pubblicata la seconda edizione del testo di Simone Piccardi per diventare amministratori di un sistema GNU/Linux. Il libro, semplice e diretto, è una guida alla scoperta del sistema ottima sia per newbie che per persone che già hanno una certa confidenza con il sistema ma desiderano approfondirne funzionamento e comandi. “Amministrare GNU/Linux” ha l’obiettivo di preparare il lettore ad affrontare il nuovo esame LPIC-1 del Linux Professional Institute, ma copre anche e una buonissima percentuale di LPIC-2. Il libro, pubblicato con licenza Gnu Fdl, è aquistabile on line oppure scaricabile dal sito del Linux Certification Institue a pagamento. Ma lo si può avere anche gratuitamenta sul sito di Truelite.

HTC Tattoo

Era da tempo che meditavo di cambiare cellulare, quello che avevo ultimamente aveva iniziato a dare segni di cedimento. Mi sono subito orientato sui prodotti HTC equibaggiati con Android, trovavo interessante l’idea di sperimentare Linux su un dispositivo mobile. Dopo accurate ricerche ho deciso di acquistare il modello Tattoo, un prodotto dall’ottimo rapporto qualità/prezzo che integra tutte le maggiori dotazioni hardware mantenendo i prezzi contenuti. Di forma accattivante e dall’ottima qualità dell’assemblaggio, oltre alla bellezza estetica questo apparecchio spicca per l’ampia possibilità di personalizzazione sia sotto il profilo software (grazie all’interfaccia Sense) che quello hardware (mediante la possibilità di cambiare la cover, se non addirittura di crearne di personalizzate sul sito HTC). Uno dei pochi punti deboli è il display da 2,8 pollici con tecnologia touchscreen resistiva, ciò nonostante lo schermo è sufficientemente preciso e reattivo, tanto da permetterne l’uso con le dita. Le prestazioni sono buone e durante il suo utilizzo è molto difficile notare un rallentamento nelle operazioni. Il design dell’interfaccia è molto riuscito: Sense dona una veste elegante e usabile allo stesso. HTC ha dotato il piccolo Tattoo di tutti i maggiori protocolli di connettività disponibili sui moderni smartphone. Non manca il supporto a UMTS/HSDPA/HSUPA per le connessioni dati ad alta velocità, il wireless 802.11b/g o il Bluetooth 2.0 con EDR e A2DP. Non vie è nessun problema nel collegamento a reti wireless, né a sfruttare le reti 3G per navigare su internet e vedere video in streaming con adeguata copertura di segnale. Nell’utilizzo quotidiano non ho riscontrato alcun problema nell’eseguire chiamate: in presenza di segnale sufficiente l’audio in conversazione appare chiaro ad entrambi i capi. Per quanto riguarda la parte messaggistica il dispositivo è capace di gestire SMS, MMS e posta elettronica. La gestione è abbastanza essenziale, ma integra le funzioni di base necessarie a chi deve controllare spesso la posta e scrivere email non troppo elaborate. La dotazione software standard prevista è buona, e qualsiasi lacuna può essere colmata attraverso l’accesso all’Android Market. Non manca il programma per le previsioni meteorologiche dall’interfaccia animata, l’orologio/sveglia, il calendario e molto altro ancora. Piccolo neo: la sveglia suona solo lasciando il dispositivo acceso. E’ dotato di una fotocamera da 3.2 megapixel a fuoco fisso in grado di catturare immagini con una risoluzione massima di 2048 x 1536 pixel e video 3GP con risoluzione CIF (352 x 288 pixel) a 17 fps. La qualità delle foto mette in luce che evidentemente non è pensato per sostituire una fotocamera digitale. La resa cromatica è abbastanza convincente solo in esterni, mentre peggiora sensibilmente negli interni o con scarsa luce. Il Tattoo è dotato di un modulo GPS con supporto per il fix assistito dei satelliti. L’antenna integrata è davvero eccellente, tanto che accoppiata con una connessione dati riesce a stabilire la posizione in circa mezzo minuto. Non manca l’onnipresente Google Maps, con il quale è possibile rendersi subito conto delle potenzialità offerte da questo smartphone. Completa la dotazione il sintonizzatore radio FM, l’accellerometro e la bussola.

Scheda Tecnica:

Sistema Operativo:

  • Google Android 1.6 (Linux 2.6.29)

Funzionalità telefoniche:

  • GSM Quadband 850/900/1800/1900
  • UMTS/HSDPA/HSUPA 7.2 Mbps (DL), 384 Kbps (UL)
  • EDGE, GPRS Classe 10

Display e tastiera:

  • Schermo TFT QVGA 2.8 pollici (320×240 pixel)  a 65536 colori
  • Touchscreen, Pad a 4 vie con pulsante Enter

Processore e memoria:

  • Qualcomm MSM7225  528 MHz (ARM1136EJ-S)
  • RAM 256 MB
  • ROM 512 MB
  • Espandibilità con microSD (compatibile SD 2.0)

Fotocamera integrata:

  • Principale 3.2 MPX (2048 x 1536 pixel), sensore CMOS
  • Registrazione video (fino a 352 x 288 pixel)

GPS integrato:

  • Antenna interna con A-GPS, QuickGPS (Qualcomm MSM7225 gpsOne)

Connettività:

  • Bluetooth 2.0 (EDR,A2DP)
  • Wi-Fi 802.11b/g
  • USB 2.0

Funzioni aggiuntive:

  • Radio FM
  • Accelerometro
  • Bussola elettronica

Batteria:

  • Li-Ion  1100 mAh
    - Autonomia in conversazione GSM/WCDMA : 390/342 minuti
    - Autonomia in stand-by GSM/WCDMA : 340/520 ore

Dimensioni e peso:

  • 106 x 55.2 x 14 mm
  • 113 g

Linux e dispositivi mobili

Il mercato dei sistemi operativi mobili è dominato da un bel pezzo dai software proprietari, ma c’è un terzo contendente: Linux. Quest’ultimo sembra crescere più rapidamente di quanto molti si aspettassero. Secondo alcune stime entro il 2013 conquisterà circa il 20% del mercato dei telefoni cellulari di fascia media e alta. In altre parole, uno smartphone su cinque sarà Linux-based. Senza considerare il settore dei netbook. Un successo annunciato dalla grande diffusione del sistema operativo Android di Google, dalla crescita della fondazione LiMo, dall’acquisto di Trolltech (editore di Maemo) da parte di Nokia e dal supporto di Intel al progetto Moblin. Seguendo l’esempio di questi colossi, sempre più aziende fanno ricorso al pinguino per i loro dispositivi mobili. Purtroppo sono gli stessi pregi del software libero a ritorcersi contro se stesso, e gia ora c’è una certa competitività che potrebbe causare una progressiva frammentazione delle piattaforme, favorendo in tal modo i sistemi proprietari. La mancanza di una guida condivisa per quanto riguarda lo sviluppo e il marketing, unito al fatto che non venga percepito come facilmente utilizzibile da tutti, ha rallentato notevolmente negli anni la crescita e la diffusione di Linux al di fuori di ambienti accademici o altamente specializzati (per es: server, sviluppo, ecc…). Nonostante questo attualmente i tempi sembrano maturi per una degna consacrazione: vuoi per l’ingresso nel panorama delle distribuzioni di alcuni prodotti particolarme user-friendly molto apprezzati (vedi Ubuntu), vuoi per l’appoggio delle grandi major del settore IT che era sempre mancato, e ora c’è. E la conquista del settore mobile potrebbe essere solo la punta dell’iceberg.

My life without Windows

desktop

Non molto tempo fa mi sono reso conto che il mio vecchio computer stava esalando gli ultimi giri di clock e ho iniziato a guardarmi intorno per cercare un degno sostituto. Il primo proposito che mi sono dato era: NON VOGLIO WINDOWS!
Ero stufo di tribolare fra codici di attivazione, aggiornamenti dell’antivirus, i numerosi rallentamenti, blocchi di sistema e chi più ne ha più ne metta. Quindi valutando le varie alternative possibili ho puntato deciso sul mondo del pinguino, e precisamente su quella che è considerata una delle distribuzioni più user friendly: Ubuntu. All’inizio ero un timoroso perchè mi ero avvicinato a Linux qualche anno prima con scarsi risultati, ma una volta installato con estrema facilità il sistema operativo mi sono dovuto ricredere. I vantaggi sono enormi:

  • Gratuito
  • Veloce
  • Sicuro
  • Altamente personalizzabile
  • ecc…

Sinceramente ora che l’ho provato non tornerei indietro per niente al mondo, e non c’è giorno che non ringrazio menti brillanti come quelle di Linus Toward o Richard Stallman. Non rinnego però le mie origini, il sistema operativo di zio Bill mi ha aperto le porte dell’informatica ed è stato un fedele compagno per molto anni, tutt’ora seppur con i suoi difetti rappresenta una scelta valida se non obbligata in alcuni campi (per esempio quello videoludico). Per quanto riguarda il sistema del pinguino invece bisogna anche dire che non è tutto oro quello che luccica ed esiste un rovescio della medaglia: il supporto hardware non sempre è perfetto e l’installazione di alcuni applicativi o delle configurazioni particolari potrebbero risultare difficoltose per i meno esperti. A mio personale parere però i vantaggi superano ampiamente gli svantaggi.

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