Simply the best

« Se un giorno dovessi avere un incidente che mi dovesse costare la vita vorrei che fosse sul colpo. Non vorrei passare ore a soffrire in ospedale o passare il resto della vita in una sedia a rotelle. Io voglio vivere intensamente perché io sono una persona intensa »
Ayrton Senna

Semplicemente il migliore, era questo il soprannome coniato dal patron della McLaren, Ron Dennis, per sottolineare le imprese del suo pupillo. Il campione più completo degli ultimi decenni. Forse di tutti i tempi. Proprio oggi ricorre il 15° anniversario della sua scomparsa.

Erano le 14:17 quando al 7° giro, il secondo dopo la ripartenza dietro la safety car, Senna uscì improvvisamente di pista alla curva del Tamburello, a causa del cedimento del piantone dello sterzo che era stato modificato in occasione della gara stessa, in quanto il pilota si era lamentato della scarsa visibilità della strumentazione. Il piantone, che era stato quindi allungato e saldato manualmente, cedette in seguito alle sollecitazioni, eccessive per il tipo di saldatura effettuato, e le conseguenze risultarono tragiche: Senna, infatti, ormai solo passeggero impotente di una monoposto ingovernabile, riuscì a frenare (come si vede anche dalle immagini video riprese dal “camera car”), ma non ad evitare il muro del Tamburello. L’impatto fu tremendo, coinvolgendo la parte anteriore destra della monoposto.

Dopo il tragico incidente, tutti i circuiti di Formula 1 furono oggetto di controlli e successive revisioni dei tracciati, ove necessarie, per garantire maggior sicurezza ai piloti. La curva del Tamburello, nella fattispecie, fu modificata e, nel tratto centrale, sostituita con una chicane. Furono anche prese misure, sia immediate che di lungo periodo, per aumentare la sicurezza delle vetture, e diminuirne le velocità.

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