Gesù in Europa

Si è scatenato un gran polverone intorno alla sentenza della Corte europea sulla presenza del crocefisso nelle scuole. C’è chi è addirittura arrivato a parlare di “laicità pericolosa” e di “simbolo della nostra cultura”. La vostra cultura, non la mia. Personalmente il fatto di essere ateo non mi fa sentire meno italiano, e trovo sbagliato affermare che una religione piuttosto che un’altra è parte della cultura di una nazione. Nessuna lo deve essere. Che in l’Italia la principale religione professata sia quella cattolica è un fatto assodato, ma almeno dalle istituzioni statali mi aspetterei la laicità più totale. Quando andavo a scuola mi sono sempre sentito molto irritato dalla presenza del crocefisso nella mia aula, mi sembra una mancanza di rispetto per chi non professa nessuna o una diversa fede. Come sempre le cose in questo paese non vengono decise con un libero confronto di idee, vengono imposte. Sentendo le affermazioni di alcuni membri del parlamento viene da pensare che non abbiano capito quale sia il loro ruolo. Un parlamentare che si rispetti dovrebbe portare la democrazia, senza anteporre quelle che sono le proprie opinioni personali. Trovo improprio che numerosi politici si schierino a difesa del crocifisso nelle aule. Ancora più improprio è far parte della comunità europea e poi alla prima legge non condivisa gridare allo scandalo, ipocrisia allo stato puro.

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